Apprendiamo che il Consiglio regionale ha approvato lo slittamento della data di avvio della nuova città che dovrebbe nascere dalla folle fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

on .

POPOLARI  PER L’ABRUZZO

 

 RIBADIAMO, COME GIA’ AMPLIAMENTE SOSTENUTO,  CHE LA FUSIONE E’ UNA  RISPOSTA SBAGLIATA  AD UN  PROBLEMA REALE

 

Il  processo di  fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, va ribadito, è una scelta cervellotica, frutto di un Referendum drogato. I Referendum sono espressioni  di contingenze e spetta alla Politica trovare le giuste risposte e mediazioni.  Sostenere “sic et simpliciter” che si applica l’esito di un Referendum è la resa della Classe politica incapace di determinare scelte nell’interesse, in questo caso, dell’intera collettività regionale. Il Referendum per la fusione è passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (in cui furono coinvolte Pescara e Montesilvano) e delle elezioni regionali ed europee, e pertanto svolto in una condizione di marginalità  di interesse.

 

RIBADIAMO LE MOTIVAZIONI DELLA CONTRARIETA’

 

1 – La fusione determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali. Questo viene considerato come un grande obbiettivo perché così si risparmierebbero risorse col taglio delle indennità e dei gettoni per assessori e consiglieri.  Non può essere preso in considerazione questo fattore. E’ grave per un Paese che si ritiene ancora democratico.

Noi ribadiamo l’ASSOLUTA IMPORTANZA DI GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, in quanto abolendo i Consigli Comunali non si potranno prevedere altri organismi di rappresentanza territoriale (Municipi, Consigli di Circoscrizione o di quartiere) perché non previsti nella legislazione per i Comuni da 100.000 a 250.000 abitanti. 

 

2 –Costituire oggi un Comune di 200.000 abitanti non serve ASSOLUTAMENTE a nulla. Infatti, non si rientra nel novero dei Comuni superiori ai 250.000 abitanti, per cui ci potrebbero essere dei vantaggi economici e normativi.  Questa è una risposta sbagliata a problemi reali, come ad esempio la gestione del territorio dell’Abruzzo costiero. Ma per fare questo occorre ripartire dall’Area Metropolitana Chieti-Pescara

 

3 – Altro problema che si cerca di affrontare con questa fusione  è l’armonizzazione e la razionalizzazione della gestione dei servizi. Perfetto. Questo sta già accadendo e quindi non occorre la fusione delle Amministrazioni Comunali per gestire in modo unificato i Rifiuti o costituire lo sportello unico per i Progetti Europei (come è recentemente accaduto) o armonizzare altri settori, come la Polizia Municipale, i settori tecnici, le politiche sociali,  ecc … ecc … Quindi, ben vengano i servizi gestiti in modo unificato, coinvolgendo anche altri Comuni dell’hinterland, che determinano risparmi di risorse.

4 – Proponiamo, inoltre, un Progetto Speciale territoriale, possibilità di intervento previsto nella Legge urbanistica della Regione Abruzzo. Con tale Progetto si propone di leggere e indirizzare urbanisticamente un’Area molto più vasta del perimetro dei tre Comuni. Un Progetto del Medio-Adriatico che coinvolga un’Area da Francavilla a Silvi a S. Giovanni Teatino fino a Città S. Angelo, in grado di essere elemento di attrazione di interessi e di attenzioni nella fascia costiera dell’Adriatico interagendo con l’altra Costa dell’Adriatico.

 

5 – Qualcuno continua impropriamente ad affermare che anche Pescara e Castellamare nel gennaio del 1927 divennero un unico Comune con una fusione. SBAGLIATO. I due Comuni si riunificarono dopo che nel 1806 si erano separati, ma per tanti secoli avevano costituito un’unica Entità amministrativa: l’Università di Pescara.  Gli errori non insegnano Nulla. Va ricordato che addirittura anche Spoltore nel 1928 fu annessa a Pescara, ma con l’avvento della Repubblica si decise che Spoltore dovesse tornare ad essere Comune autonomo come lo era stato per Secoli, perché l’unione non funzionava.

Per ora diciamo grazie alla Regione che sta tentando di ricentralizzare un dibattito serio su questo delicatissimo tema che, altri, troppo goffamente vogliono dare per scontato. Ma scontato non è nulla.

 

                                                                     Popolari per l’Abruzzo

                                                                             Licio Di Biase

 

Pescara, 4 GENNAIO 2021 

 

Fermare la folle fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

on .

UNA RISPOSTA SBAGLIATA AD UN PROBLEMA REALE

 

 

 

 

Alla luce del processo di  fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, va ribadito che  siamo di fronte ad una scelta cervellotica, frutto di un Referendum drogato. I Referendum sono espressioni  di contingenze e spetta alla Politica trovare le giuste risposte e mediazioni. Sostenere “sic et simpliciter” che si applica l’esito di un Referendum è la resa della Classe politica incapace di determinare scelte nell’interesse, in questo caso, dell’intera collettività regionale. Sta accadendo addirittura in Inghilterra che la Brexit venga rimessa in discussione, anche se la scelta è scaturita da un Referendum, sicuramente molto più importante di quello di casa nostra, che è passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (in cui furono coinvolti Pescara e Montesilvano) e delle elezioni regionali ed europee, e pertanto svolto in una condizione di marginalità  di interesse.

RIBADIAMO LE MOTIVAZIONI DELLA CONTRARIETA’

 (CONTINUA)

Popolari per l'Abruzzo contro la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.

on .

POPOLARI PER L’ABRUZZO

 

Perplessità per la fusione

 tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

 

UNA RISPOSTA SBAGLIATA AD UN PROBLEMA REALE

Le  prossime elezioni amministratrive di Pescara e Montesilvano vedranno inevitabilemnte al centro del dibattito e delle scelte future il problema relativo alla fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano. Va ribadito che siamo di fronte ad una scelta sbagliata, frutto di un Referendum drogato. I Referendum sono espressioni di contingenze e spetta alla Politica trovare le giuste risposte e mediazioni. Sostenere “sic et simpliciter” che si applica l’esito di un Referendum è la resa della Classe politica incapace di determinare scelte nell’interesse, in questo caso, dell’intera collettività regionale. Sta accadendo addirittura in Inghilterra che la Brexit venga rimessa in discussione, anche se la scelta è scaturita da un Referendum, sicuramente molto più importante di quello di casa nostra, che è passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (in cui furono coinvolti Pescara e Montesilvano) e delle elezioni regionali ed europee, e pertanto svolto in una condizione di marginalità di interesse.

(CONTINUA)

DOCUMENTO PER IL POPOLARISMO NEL PAESE E NELLE ISTITUZIONI

on .

 

“Quello che non accettiamo è che la nostra esperienza complessiva sia bollata con un marchio d’infamia” (Aldo Moro)

 

DOCUMENTO PER IL POPOLARISMO NEL PAESE E NELLE ISTITUZIONI

 

“LABORATORIO SPATARO”

Scuola di formazione politica

per il  popolarismo nel Paese e nelle Istituzioni

 

“Nessun processo, nessuna sentenza, lo ripetiamo una volta di più, può riscrivere la storia del nostro Paese. Nessun processo, nessuna sentenza può capovolgere gli eventi politici e i valori civili del dopoguerra. Nessun processo, nessuna sentenza potrà mai convincerci, né convincere gli italiani che noi discendiamo da una storia malfamata. Al contrario, la nostra è stata una storia meritevole e onorata. La rivendichiamo con convinzione come un valore”

(Marco Follini – 1° Congresso Nazionale Udc –Roma, 8 dicembre 2002)

 


SE NE PARLI


Questo documento è il frutto di incontri, riflessioni e dibattiti organizzati dall’Istituto di Cultura “Giuseppe Spataro”, ora “Laboratorio Spataro – scuola di formazione per il popolarismo”, e dal Coordinamento “Democratici Cristiani per l’Abruzzo”, ora “Democratici e popolari per l’Abruzzo”.   Vuole essere uno stimolo alla riflessioni dinanzi alla scomparsa di qualsiasi riferimento nello scenario politico contemporaneo al Popolarismo e al cattolicesimo-democratico. Ovvio, non vi è la presunzione della completezza e della definizione dei temi  e dei contenuti, ma vuole essere uno strumento per sollecitare la riflessione. Infatti, il titolo è: “Se ne parli”. (CONTINUA)