ALL'AURUM, INCONTRO SUL TEMA "FLAIANO E IL GIORNALISMO", ORGANIZZATO DALL'ORDINE DEI GIORNALISTI DELL'ABRUZZO. ALL'INCONTRO, PRESIEDUTO DA STEFANO PALLOTTA, PRESIDENTE DELL'ORDINE, SONO INTERVENUTI FRANCO FARIAS E LICIO DI BIASE..

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Stefano Pallotta, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Abruzzo, Franco Farias, giornalista Rai e Licio Di Biase

all'Aurum durante l'incontro riservato ai giornalisti abruzzesi su "Flaiano e il giornalismo", tenuto giovedì 28 gennaio 2016. (CONTINUA)

 

 "Sono nato a Pescara in un 1910 così lontano e pulito che mi sembra di un altro mondo. Mio padre commerciante, io l’ultimo di sette figli della sua seconda moglie, Francesca, una donna angelica che le vicende familiari mi fecero conoscere troppo poco e tardi. A cinque anni fui mandato nelle Marche, a Camerino, presso una famiglia amica, che si sarebbe presa cura di me. Vi restai due anni. A sette anni sapevo fare un telegramma. Ho fatto poi anni di pensionato e di collegio in altre città, Fermo, Chieti, Senigallia, persino Brescia, nel 1922. Il 27 ottobre dello stesso anno partivo per Roma, collegiale, in un treno pieno di fascisti che “facevano la Marcia”. Io avevo dodici anni ed ero socialista. A Roma divenni un pessimo studente arrivai a stento alla facoltà di architettura, senza terminarla, preso dal servizio militare e dalle guerre alle quali fui chiamato a partecipare, senza colpo ferire.

Tuttavia, Roma è la mia vera città. Talvolta posso odiarla, soprattutto da quando è diventata l’enorme garage del ceto più medio d’Italia. Ma Roma è inconoscibile, si rivela col tempo e non del tutto. Ha una estrema riserva di mistero e ancora qualche oasi. A Roma, da giovane, ho trascorso anni in giro, la notte, col poeta Cardarelli e Guglielmo Santangelo, due maestri di indignazione e di vita. A Roma ho conosciuto i primi scrittori, i primi artisti, i giovani che facevano la fame, le donne che ci facevano compagnia”

(ENNIO FLAIANO)