Museo diffuso raccontato in un percorso per i dieci anni dalla morte di Pietro Cascella.

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Museo diffuso raccontato in un percorso per i dieci anni dalla morte di Pietro Cascella.  Di Iacovo: “Una passeggiata che racconta storia e arte della città”

 

Presentato  in occasione del decennale della morte di Pietro Cascella, il progetto “Fuga dal museo” che unisce l’assessorato alla Cultura del Comune, il Museo Cascella e MenteLocale. Comincia da Pescara il museo diffuso delle opere dell’artista, racchiuse in un itinerario racchiuso in una mappa a disposizione di cittadini e turisti e che stamane è stato presentato dall’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, con Cornelia von den Steinen, moglie di Pietro e scultrice, il presidente della Fondazione Genti d’Abruzzo Roberto Marzetti, Stefano D’Aquino per Mente Locale e il critico d’arte Tiziano Antoniozzi che ha redatto le descrizioni delle opere sulla mappa.

 

“Ringrazio Cordelia che ha avuto la gentilezza di stare con noi e di avere ideato questo progetto che oggi presentiamo nel decimo anniversario della scomparsa di Pietro Cascella, uno dei protagonisti più alti dell’arte italiana – così l’assessore Giovanni Di Iacovo– La ringrazio anche perché questo progetto parte da Pescara e si svilupperà in tutta Italia con iniziative analoghe. Noi abbiamo un gioiello che è il Museo Cascella, che custodisce opere d’arte e storia della città e che sta vivendo un nuovo corso con la gestione del Museo delle Genti. Il Cascella tornerà fruibile con una serie di iniziative pensate per aprirlo anche con orari differenti. Vogliamo che sia celebrato il nome di Pietro Cascella e che la sua idea di fuga dal museo ne racconti l’indole: nella nostra città ci sono una serie di opere dall’Università, con la colonna al centro del campus, al centro storico con il monumento ai caduti, al centro con la sua Nave, presenze che viviamo inconsapevolmente, senza conoscerne la storia. Oggi sarà possibile sapere qualcosa di più di questi capolavori che rappresentano un museo a cielo aperto nell’itinerario disegnato dalla Scuola del fumetto di Pescara e narrato dai testi di Antoniozzi. Le mappe sono già da oggi disponibili al Cascella e in  Comune per chi voglia programmare queste passeggiate”.

 

“Il progetto nasce dopo la morte di Pietro per rendere giustizia a lui che non amava moltissimo il mercato dell’arte – illustra Cordelia von den Steinen– Pietro pensava che l’essenziale fosse riportare l’arte nella vita vera e vissuta e farla uscire dai ghetti museali, superando la predominanza del mercato affinché tutti gli artisti possano essere conosciuti. La sua vera vocazione era quella di stare in mezzo alla vita e alle persone. Mi è così venuto in mente di legare i posti dove si trovano le sue opere con dei percorsi che segnano la dislocazione delle sue sculture attraverso l’Italia. Pescara è la prima città che è riuscita a farlo, mi auguro che seguano Chieti, Francavilla e tutto l’Abruzzo dove ci sono tantissime opere e che possa nascere una vera e propria mappa in tutta l’Italia, dall’Emilia, a Roma, alla Toscana. A Pescara è stato fatto un lavoro importante dallo storico dell’arte, quindi sarà necessario coordinarci con le altre realtà per fare una grafica unica in tutta l’Italia, di cui questo è il primo pilastro a dieci anni dalla sua scomparsa”.

 

“Gestiamo il museo da qualche mese, vanno fatte tante cose, ma è un museo di grande pregio – così il presidente della Fondazione Genti Roberto Marzetti– Questa visione di Cascella dà un senso a un nuovo modo di vivere i musei, come aperti alla città, luoghi da cui alimentare un dibattito. Indole connaturata al Museo Cascella, che è stato un luogo di incontro per artisti come D’Annunzio, Tosti, Michetti, ma anche Pirandello, Ada Negri, Marinetti e tantissimi altri grandi della nostra letteratura. E’ necessario far respirare queste atmosfere alla città, aprire le porte ad un percorso diffuso perché le opere non vengano guardate distrattamente. Con la collaborazione di diversi studenti stiamo facendo la verifica dell’inventario delle opere con un resoconto fotografico di queste e dei ragazzi stanno facendo la verifica anche dello stato di conservazione perché da qui bisogna ripartire per la tutela e la condivisione di questo enorme patrimonio che abbiamo”.

 

“Lavorare su queste per un pescarese fa venire una certa suggestione, fatta di immagini e ricordi – dice Tiziano Antoniozzi- Sono espressioni artistiche piene di metafore che toccano ognuno di noi. In un’opera come la nave si legge una sorta di metafora dell’appartenenza alla città di Pescara, è impossibile non ravvisare in essa eco anche di altri monumenti di Cascella e trasferirla in un luogo come Pescara che è una città che non smette mai di sognare. Sapere che tutto questo lavoro sarà messo a sistema a livello nazionale non fa che rendermi felice”.

 

“Siamo entrati nel progetto in punta di piedi per raccontare nel migliore modo possibile ciò che è sotto gli occhi di tutti perché venga notato nel giusto modo – conclude Stefano D’Aquinodi Mente Locale che ha curato graficamente la mappa – Abbiamo pensato a Cascella come a Gaudì per Barcellona, con un minore impatto sulla città, ma con presenze caratterizzanti. Vivo a Pescara da quando avevo 10 anni e appena arrivato ho notato questa caratterizzazione della città  attraverso l’arte e quando abbiamo avuto la possibilità di raccontare la città da questo punto di vista l’abbiamo sposato in pieno”

 

 

Pescara,  18 maggio 2018