LABORATORIO SPATARO - SE NE PARLI -DOCUMENTO N. 4

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“LABORATORIO SPATARO”

Scuola di formazione politica per il  popolarismo nel Paese e nelle Istituzioni

 

                            Princìpi e idee

            per un’azione politica popolare

 

Una forza popolare e democratica deve opporsi alle derive populiste e plebiscitarie. Questa opposizione può scaturire solo attraverso l’attualizzazione di idee e principi che appartengono alla storia del movimento cattolico. Non una rilettura nostalgica, ma la concreta attualizzazione di sensibilità per rispondere alle domande della società contemporanea. Le risposte non possono essere quelle legate ad una visione approssimativa e contingente.

 (CONTINUA)

1 – La Libertà e le garanzie delle libertà dell’individuo. Va ripensato il concetto della libertà tra visione estremizzata che porta ad atteggiamenti a volte anarchici e quella condizionata dai risvolti morali. E’ l’equilibrio che oggi manca. Una forza popolare deve porre la garanzie delle Libertà al primo posto.

2 –La proprietà privata. Il problema  dall’invasione degli spazi individuali sia da parte del contesto istituzionale e che dei privati non è più sostenibile. Gli spazi privati vanno garantiti e salvaguardati nell’ottica della garanzia della proprietà privata, messa in discussione da scelte della sinistra invadente e non garante delle libertà individuali. La tutela dell’invadenza del proprio recinto, della siepe di cui parlava Gabriele d’Annunzio, è al primo posto. Se lo Stato non è garante di questa tutela, l’individuo deve poter tutelare i propri “confini”, magari non usando le armi, ma potendosi difendere.  Tutela della proprietà privata e dei segni di confine anche di fronte all’inevitabile processo di Globalizzazione.

3 – Giustizia Sociale -  Non si può ragioneristicamente attuare scelte che conservino la rigidità dei bilanci, ma non riducono le distanze sociali tra le classi e gli individui. Pertanto in un’ottica di Giustizia Sociale occorre garantire ai deboli, agli emarginati, alle famiglie e ai territori più in difficoltà, innanzitutto del Sud, il sostegno che non può essere racchiuso in rigide norme ingessate a garanzia di conti in ordine, come  il concetto tutto europeo  “dell’ aiuto di Stato” che compare ogni qual volta c’è un vantaggio per il territorio e per le popolazioni. Questo concetto va rimosso!

4 - Ripartire dalla centralità dei MUNICIPI, secondo la tradizione sturziana. Sturzo impegnò i cattolici nel governo del Municipio, in quanto primo luogo di incontro del cittadino con le istituzioni. Tocqueville, che De Gasperi giudicava “uno dei nostri riferimenti”, diceva che il “Comune sembra che esca dalle mani di Dio”, ovvero è l’istituzione naturale. Leone Tolstoj diceva che “Se vuoi essere universale parla del tuo villaggio”. Una forza popolare deve essere radicato nel territorio. Deve essere la forza dei quasi ottomila Comuni italiani. Ripartire dalla vicinanza delle istituzioni ai cittadini. Il Web non può essere lo strumento che determina il contatto e sostituisce il rapporto tra cittadini e politica.

5Ripartire dalla garanzia degli spazi di partecipazione democratica: i Municipi necessitano di ampliamento dei consigli comunali e delle giunte che devono tornare ai numeri di rappresentanza precedenti le cosiddette riforme dei “tagli ai costi della politica”, che invece hanno tagliato la partecipazione. Sì ai tagli dei costi, no ai tagli della partecipazione democratica; così come sosterremo il ripristino dei consigli di quartiere per le città sopra 100.000 abitanti, ma la cui partecipazione dovrà essere gratuita. D’accordo, quindi, per i tagli ai costi della politica e non ai tagli della partecipazione politica e democratica. Tagli di gettoni e indennità, gratuità per la partecipazione ai Consigli di Quartiere. Meno spese, ma più partecipazione democratica.

6 -  Abolizione della cosiddetta Legge Bassanini e rimodulazione dei rapporti tra organi, uffici e cittadini: per ridare potere operativo ai MUNICIPI e al Sistema Paese,  sosterremo l’idea dell’abolizione della Bassanini che ha lacerato il sistema burocratico-amministrativo del Paese, determinando lungaggini burocratiche che creano turbamenti nell’opinione pubblica a causa sia della mancate risposte che  delle risposte menomate o delle risposte fuori tempo massimo. E tali mancanze si ripercuotono sulla classe politica, inconsapevole dei disastri provocati dalla Bassanini e  dai dirigenti e funzionari che giocano a nascondino per non assumersi le responsabilità.

7 - Riconsiderare l’idea dell’abolizione delle Provincie, in quanto è più logico tagliare gli Enti proprietari e gestori del ciclo idrico e dei rifiuti, che hanno prodotto una infinità di società più o meno pubbliche con Presidenti e Consigli di Amministrazione, ampliando i costi di gestione di questi settori. Invece sarebbe più opportuno  trasferire la gestione di questi servizi alle Province stesse a cui va ridata la dignità che merita e che ha sempre avuto nella storia del Paese. Sono le lobby  dell’acqua e dei rifiuti che vogliono il permanere delle competenze gestionali di questi servizi nella mani di Enti secondari.

8 - Contenimento dello strapotere dei P.M., problema che rientra nel disastroso rapporto tra politica e giustizia. Assistiamo ad arresti e avvisi di garanzia a iosa e poi accade che la stragrande maggioranza di queste procedure risultino prive di  reati e questo grazie alla grande attenzione  e competenza della magistratura giudicante. Questo modo di procedere dei P.M., oltre che diffamante per figure istituzionali colpite dalle inchieste, molte volte provoca anche attentati alla democrazia, in quanto i vertici degli Enti colpiti da arresti sono costretti alle dimissioni, e poi una volta assolti è palese che l’iniziativa giudiziaria ha determinato un vero e proprio colpo di mano, paragonato a quello militare. Questo è un atteggiamento da deriva plebiscitaria, ma cara alla sinistra forcaiola.

9Europa della politica e non delle lobby: su questo tema occorre aprire una fase di grandi approfondimenti. L’Europa è lacerata dai burocrati e dalle oligarchie economico-finanziarie, che nulla hanno a che fare con De Gasperi, Shuman e  Adenauer. Questa perdurante stagione ragioneristica, burocratica e lobbistica dell’Europa ha allontanato le popolazioni dal sentimento europeista.

10 - Cambiamenti antropologici: sembra profilarsi all’orizzonte radicali cambiamenti nei comportamenti dell’uomo. Non è più centrale la famiglia, ma l’individuo e questo cambia l’organizzazione della società. Ognuno vive la propria dimensione esistenziale come meglio ritiene opportuno, ma va proibito le volgari manipolazioni genetiche utili solo a creare mostri, ad annientare la famiglia e sollecitare i cambiamenti antropologici.

11Non solo Web: ma Web, con più carta.  Il Web è un fondamentale strumento artefice del Villaggio Globale, ma è importante anche parlare del proprio Villaggio e lasciare i segni del passaggio della civiltà e questo avviene solo con l’uso della carta.  Riconsiderare il processo di totale smantellamento dell’uso della carta in tutti gli ambiti, pubblici e privati, e attenuare la rigidità di questo processo.

 

Queste sollecitazioni hanno il solo obbiettivo di non far prevalere il silenzio.

Se ne parli!

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ISTITUTO DI CULTURA “GIUSEPPE SPATARO” –

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