Il governo del "cambiamento" destra/5 stelle affossa l'Abruzzo. Tolti 200 milioni!

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AUTOSTRADE E SICUREZZA, TAGLI DEI FONDI DEL MASTERPLAN

 

Così l'Abruzzo perde i fondi del Masterplan.

 

"Non c'è ombra di dubbio. Con il taglio, l'Abruzzo perde 200 milioni di euro già impegnati, mentre il Lazio deve rinunciare a 50 milioni.Facendo pagare il conto agli abruzzesi è come se il Governo ritenesse regionali le autostrade A24 e A25 e non infrastrutture di valenza strategica nazionale, come invece ha fatto per il ponte Morandi dove i fondi sono statali". A24 e A25: il governo prende 200 milioni per i cantieri dagli aiuti ai Comuni
Il taglio è previsto dal Decreto Genova, Lolli pronto ad alzare barricate Il passagggio evidenziato. (CONTINUA)

SICUREZZA E AUTOSTRADE»REGIONE BEFFATA.

 

da IL CENTRO del 07-10-2018

 

È vero, il Governo M5S-Lega finanzia con duecento milioni i lavori di messa in sicurezza dei viadotti dell'A24 e dell'A25. Ma con una mano dà e con l'altra riprende. Il decreto Genova, che prevede aiuti economici per sistemare i pilastri erosi delle autostrade gestite da Strada dei Parchi, preleva soldi, tanti soldi, dal "Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2025" previsti per la messa in sicurezza di A24 e A25, anticipandoli di tre anni sulla data stabilita. Ma non sarà lo Stato a rimpinguare quei fondi. Non li restituirà, ma li rimodulerà a spese dell'Abruzzo perché ha deciso di far pagare il conto alla nostra regione tagliando gli aiuti del Masterplan. In sintesi, si riprende i finanziamenti a pioggia decisi dal precedente governo di centrosinistra grazie ai quali circa 250 enti, tra Comuni e Province abruzzesi, hanno già avviato progettazioni e stanno per aprire i cantieri. «L'effetto che il Decreto Genova avrà su centinaia di progetti sarà devastante», dicono dalla Regione dove ieri è letteralmente esploso il caso che manderà in fibrillazione i sindaci di quasi l'intero Abruzzo ed ha spinto il presidente vicario, Giovanni Lolli, a reagire convocando per domani una conferenza stampa che si annuncia al fulmicotone.La Regione infatti ha deciso di alzare barricate contro la decisione del Governo. Grazie al Masterplan potevano essere ristrutturati centri storici e antichi palazzi; messe in sicurezza strade franate, realizzate infrastrutture come la Fondovalle Sangro, o potenziati i porti di Pescara e Ortona; ma anche creata una funivia a Chieti dove è (anzi era) previsto anche il finanziamento dell'ex caserma Bucciante; e infine recuperato l'ex manicomio a Teramo insieme ai fondi per lo Zooprofilattico. Ma il taglio di 200 milioni di euro, dei 530 previsti, lascerà il 40 per cento di questi progetti solo sulla carta. È il decreto approvato per far fronte alle spese della tragedia del ponte Morandi a Genova a dirlo a chiare lettere. In parole semplici: il Governo ha deciso di anticipare i soldi per i lavori di messa in sicurezza dei viadotti di Strada dei Parchi, come ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ma leggendo l'articolo 16 del Decreto Genova si scopre che lo farà con un taglio che penalizza l'Abruzzo. L'articolo 16 comincia con questa frase: «Ai fini della prosecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 e A25...» vengono anticipati 250 milioni di euro previsti dal fondo per lo sviluppo e la coesione per le annualità che vanno dal 2021 al 2025. E fin qui nulla di strano. Ma basta andare avanti nella lettura per arrivare al comma "d" e scoprire come il Governo ha deciso di rimodulare i fondi: «Il medesimo fondo per lo sviluppo e la coesione è incrementato di 50 milioni di euro per ciascunodegli anni dal 2021 al 2025. Il Cipe provvede alla conseguente rimodulazione a valere sulle assegnazioni per interventi già programmati nell'ambito dei Patti di sviluppo sottoscritti con le regioni Abruzzo e Lazio». Il comma "d" è chiarissimo: i Patti di sviluppo infatti si traducono con parola Masterplan. Non c'è ombra di dubbio. Con il taglio, l'Abruzzo perde 200 milioni di euro già impegnati, mentre il Lazio deve rinunciare a 50 milioni.Facendo pagare il conto agli abruzzesi è come se il Governo ritenesse regionali le autostrade A24 e A25 e non infrastrutture di valenza strategica nazionale, come invece ha fatto per il ponte Morandi dove i fondi sono statali. Ma le due autostrade che collegano l'Abruzzo a Roma hanno sicuramente una valenza nazionale, lo prevede la stessa legge che ha imposto l'esecuzione dei lavori di messa in sicurezza. Nel decreto che penalizza l'Abruzzo però la parola "restituzione", attraverso il piano nazionale operativo oppure i canoni di concessione autostradale, è stata sostituita con "rimodulazione" con fondi regionali. È il punto chiave su cui si batterà anche il senatore Luciano D'Alfonso a partire già da domani. Nei suoi ultimi mesi da governatore, D'Alfonso ha infatti firmato decine di concessioni con i Comuni abruzzesi beneficiari di fondi del Masterplan che ora lo Stato si riprende senza pensare alle conseguenza. Il taglio infatti sarà orizzontale, riguarderà cioè tutti i Comuni e allo stesso tempo innescherà un'ondata di costosi contenziosi. Ma la battaglia è appena cominciata.

 

IL MINISTRO
E Toninelli torna sotto il pilone

per parlare attraverso Facebook
aaa Il ministro è tornato sotto il viadotto dell'A25, a Bugnara, il giorno dopo il suo sopralluogo, per «raccontare» in un video su Facebook del sopralluogo di due giorni (foto). Danilo Toninelli ha sottolineato che: «Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è l'infrastruttura che più mi preoccupa e che non mi fa dormire la notte io vi dico proprio questa: A24 e A25». Su Facebook, Toninelli ha ribadito le sue accuse alla «vecchia politica» sulle concessioni autostradali ed il pressing sui «signori dell'asfalto». Ed ha ricordato, in particolare, che per legge anche i controlli sulla sicurezza sono effettuati dai concessionari «escludendo lo Stato». Quindi ha affermato che la responsabilità di effettuare verifiche e o di prendere decisioni come «chiudere il traffico» è «dell'ente proprietario, il concessionario». Ed ha infine ripetuto: «Chiediamo a Strada dei Parchi di rimodulare, limitare o chiudere il traffico perchè per legge la responsabilità oggi spetta a questi signori qua»