I CATTOLICI IN POLITICA di Giandomenico Palka

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I CATTOLICI IN POLITICA

Il cristiano partecipa alla vita politica in quanto cittadino e come  tale ha il diritto di scegliere il partito politico che più è compatibile con la sua fede per svolgere il bene del Paese. (CONTINUA)

 

Pertanto è chiaro che il cattolico non può appartenere o appoggiare partiti politici che attentano alla fede e alla morale, che siano favorevoli all’aborto, all’eutanasia, all’accanimento terapeutico, alla distruzione dell’embrione, al diritto alla libertà religiosa, alla pace, alla disgregazione della famiglia, allo sviluppo di una economia che non sia al servizio del bene comune. Questo non significa che si vuol fare diventare una norma religiosa, legge dello Stato. La società comunque non deve incorrere in un intollerante laicismo, squalificando i cattolici o delegittimandoli di agire coerentemente ai propri principi cristiani. Inoltre i cattolici devono diffidare di movimenti, associazioni e partiti politici che si definiscono cattolici ma propongono idee contrarie alla dottrina della Chiesa. Questo riguarda anche giornali e riviste che hanno orientato i cattolici in modo differente agli insegnamenti della Chiesa e della tradizione cattolica. Purtroppo oggi i cattolici sono assenti dalla vita politica, preferiscono rimanere fuori, non hanno più la forza e il coraggio di farsi sentire, di testimoniare il Vangelo. La dimensione eroica della vita è diventata una chimera e l’idea del martirio “mi spezzo ma non mi piego” non esiste più anzi esiste la doppiezza, il saltibanchismo. Il cattolico vive compiaciuto in questo mondo sempre più globalizzato e tecnicizzato che vive il dramma di aver perso quei valori che sono il seme essenziale del vivere civile : la tolleranza, la solidarietà, la giustizia sociale, il diritto a nascere e a vivere, il sacrificio, il senso del dovere. Purtroppo il tecnicismo ma anche il consumismo hanno aperto spazi ispirati non al bene ma al benessere, al piacere, al tornaconto, alla corsa ad arricchirsi, ad aumentare il proprio potere. E’ chiaro che tutto questo fa perdere il senso dei valori veri e così diventa difficile comprendere il dramma degli immigrati che chiedono il riconoscimento di una identità, della famiglia che oggi viene messa fortemente in dubbio, del diritto alla salute, ma dove è andato a finire il nostro tanto decantato walfare?. A tutto questo si deve aggiungere che abbiamo una classe politica poco trasparente, inefficace, ambigua, clientelare, incapace di dare prospettive ai cittadini, in particolare ai giovani; una classe politica che non in grado di combattere l’assenteismo, incapace di prendere decisioni contro il doppio, il triplo lavoro, disonesta e sleale. Certo abbiamo una classe politica di furbetti, ipocriti, il loro motto è : “l’importante è rimanere a galla”. Non ci possiamo lamentare perché  l’ abbiamo votata noi. I cattolici in politica sono stati fondamentali per la ricostruzione dell’Italia, per la salvaguardia della libertà e della democrazia, per lo sviluppo della società e per la pace. E’ ora che noi cattolici ci svegliamo, non è più tollerabile che noi cattolici rimaniamo ai margini, dobbiamo di nuovo tuffarci nell’agone politico senza paura, scegliendo i politici che siano capaci di fare il bene e per fare questo  è necessario che ì politici  abbiano  i seguenti requisiti : 1) “abiti virtuosi” come diceva Dossetti, che fu uno dei padri della Costituzione. Ovviamente gli abiti virtuosi non sono i vestiti ma le qualità  interiori della persona : onestà, umiltà, eticità, moralità, mitezza, spirito d’iniziativa; 2) la politica è un servizio e pertanto il politico deve essere un servitore non un mediocre amministratore. Solo se si mette a disposizione  saprà dare risposte esaurienti ai bisogni dei cittadini; 3) “chi troppo vuole nulla stringe” oppure “chi s’accontenta gode”. Il politico deve avere il buon senso, deve essere moderato, fare progetti non velleitari e soprattutto aderenti alla situazione sociale; 4) il politico deve essere virtuoso e diffidare di soluzioni populiste “tutto e subito” , solo così sarà in grado di aprire nuovi spazi e scenari indispensabili per lo sviluppo della società; 5) il politico deve capire che la politica è sempre un relativo e ce lo spiega bene Gesù quando, alla domanda se era lecito pagare il tributo a Cesare, rispose :ma  si,  date a Cesare quel che è di Cesare, ma sappiate che quello che vi salva non è la politica  ma il supremo bene. In altre parole spendi il tuo valore politico per  il “bene” così ti salverai; 6) il politico deve essere lungimirante, cioè capace di vedere avanti. Questo presuppone che il politico sia libero, abbia l’animo e la mente sgombri da interessi personali, In altre parole solo se ci spogliamo dei nostri interessi possiamo fare il bene degli altri.

Prof. Giandomenico Palka

Ordinario di Genetica Medica

Università G. D’Annunzio