POLITICA

E' scomparso Peppino Quieti

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Artefice per trent'anni della politica pescarese, è scomparso sabato 27 febbraio l'On. Giuseppe Quieti, per tutti Peppino Quieti. Delle sue imprese, della sua storia e della sua grande democristianità avremo modo di parlarne.

 

 

LE DIFFERENZE TRA DRAGHI E CONTE

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LE DIFFERENZE TRA DRAGHI E CONTE

Chi ha mai visto Mario Draghi indossare un cappotto? Il freddo non impaurisce il nuovo presidente del consiglio, come da antica tradizione: alla Banca d’Italia c’era chi lo aveva soprannominato «l’atermico», per la sua capacità di resistere alle basse temperature senza indossare altro che una classica giacca, e privandosi pure di un maglione sopra la camicia. Molto meglio di «glaciale».

È da sottolineare che l’arrivo di Draghi ha reso felice il Quirinale anche per l’attitudine svizzera dell’ex numero uno della Bce di arrivare puntualissimo, anzi in anticipo, agli appuntamenti. Non si contavano più, sul colle presidenziale, le proteste per i continui ritardi di Giuseppe Conte, tanto che all’avvocato del popolo era stato appioppato un soprannome certo non elogiativo: «levantino».
Tra l’altro, si risparmierà molto grazie alla puntualità di Draghi e alla sua idiosincrasia per le riunioni notturne: niente più straordinari da pagare.

Contro l'annessione di Spoltore e Montesilvano a Pescara

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La nostra testata è contro l'annessione di Spoltore e Montesilvano a Pescara e siccome nessuno ha il coraggio di dire che questa è una grandissima PUTTANATA, ci pensiamo noi. Non pubblicheremo su queste pagine tutte le questioni inerenti il processo di fusione e di sospensione della Democrazia e continueremo a sottolineare la non sostenibilità di questo processo. 

Apprendiamo che il Consiglio regionale ha approvato lo slittamento della data di avvio della nuova città che dovrebbe nascere dalla folle fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

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POPOLARI  PER L’ABRUZZO

 

 RIBADIAMO, COME GIA’ AMPLIAMENTE SOSTENUTO,  CHE LA FUSIONE E’ UNA  RISPOSTA SBAGLIATA  AD UN  PROBLEMA REALE

 

Il  processo di  fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, va ribadito, è una scelta cervellotica, frutto di un Referendum drogato. I Referendum sono espressioni  di contingenze e spetta alla Politica trovare le giuste risposte e mediazioni.  Sostenere “sic et simpliciter” che si applica l’esito di un Referendum è la resa della Classe politica incapace di determinare scelte nell’interesse, in questo caso, dell’intera collettività regionale. Il Referendum per la fusione è passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (in cui furono coinvolte Pescara e Montesilvano) e delle elezioni regionali ed europee, e pertanto svolto in una condizione di marginalità  di interesse.

 

RIBADIAMO LE MOTIVAZIONI DELLA CONTRARIETA’

 

1 – La fusione determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali. Questo viene considerato come un grande obbiettivo perché così si risparmierebbero risorse col taglio delle indennità e dei gettoni per assessori e consiglieri.  Non può essere preso in considerazione questo fattore. E’ grave per un Paese che si ritiene ancora democratico.

Noi ribadiamo l’ASSOLUTA IMPORTANZA DI GARANTIRE LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, in quanto abolendo i Consigli Comunali non si potranno prevedere altri organismi di rappresentanza territoriale (Municipi, Consigli di Circoscrizione o di quartiere) perché non previsti nella legislazione per i Comuni da 100.000 a 250.000 abitanti. 

 

2 –Costituire oggi un Comune di 200.000 abitanti non serve ASSOLUTAMENTE a nulla. Infatti, non si rientra nel novero dei Comuni superiori ai 250.000 abitanti, per cui ci potrebbero essere dei vantaggi economici e normativi.  Questa è una risposta sbagliata a problemi reali, come ad esempio la gestione del territorio dell’Abruzzo costiero. Ma per fare questo occorre ripartire dall’Area Metropolitana Chieti-Pescara

 

3 – Altro problema che si cerca di affrontare con questa fusione  è l’armonizzazione e la razionalizzazione della gestione dei servizi. Perfetto. Questo sta già accadendo e quindi non occorre la fusione delle Amministrazioni Comunali per gestire in modo unificato i Rifiuti o costituire lo sportello unico per i Progetti Europei (come è recentemente accaduto) o armonizzare altri settori, come la Polizia Municipale, i settori tecnici, le politiche sociali,  ecc … ecc … Quindi, ben vengano i servizi gestiti in modo unificato, coinvolgendo anche altri Comuni dell’hinterland, che determinano risparmi di risorse.

4 – Proponiamo, inoltre, un Progetto Speciale territoriale, possibilità di intervento previsto nella Legge urbanistica della Regione Abruzzo. Con tale Progetto si propone di leggere e indirizzare urbanisticamente un’Area molto più vasta del perimetro dei tre Comuni. Un Progetto del Medio-Adriatico che coinvolga un’Area da Francavilla a Silvi a S. Giovanni Teatino fino a Città S. Angelo, in grado di essere elemento di attrazione di interessi e di attenzioni nella fascia costiera dell’Adriatico interagendo con l’altra Costa dell’Adriatico.

 

5 – Qualcuno continua impropriamente ad affermare che anche Pescara e Castellamare nel gennaio del 1927 divennero un unico Comune con una fusione. SBAGLIATO. I due Comuni si riunificarono dopo che nel 1806 si erano separati, ma per tanti secoli avevano costituito un’unica Entità amministrativa: l’Università di Pescara.  Gli errori non insegnano Nulla. Va ricordato che addirittura anche Spoltore nel 1928 fu annessa a Pescara, ma con l’avvento della Repubblica si decise che Spoltore dovesse tornare ad essere Comune autonomo come lo era stato per Secoli, perché l’unione non funzionava.

Per ora diciamo grazie alla Regione che sta tentando di ricentralizzare un dibattito serio su questo delicatissimo tema che, altri, troppo goffamente vogliono dare per scontato. Ma scontato non è nulla.

 

                                                                     Popolari per l’Abruzzo

                                                                             Licio Di Biase

 

Pescara, 4 GENNAIO 2021