POLITICA

CAOS A14 – Anci Abruzzo si appella al Ministro Giovannini

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Il Presidente D’Alberto: “Situazione insostenibile. Chiudere i cantieri non indispensabili e sospendere i lavori nel fine settimana”      

      

Monta la protesta dei Sindaci dei Comuni attraversati dall’autostrada A14 che subiscono anche le pesanti proteste degli operatori economici e turistici delle zone interessate che si sono rivolti all’Anci Abruzzo per chiedere di avere una voce più forte in considerazione delle conseguenze e dell’impatto su  tutta l’economia regionale.

Il Presidente Gianguido D'Alberto sollecita il Ministro alle Infrastrutture e Traporti Giovannini e i Prefetti del territorio a produrre interventi risolutivi, vista la gravissima situazione autostradale  dell'A14 su tutto il tratto che parte da Pedaso fino al casello di Pescara.

«In questo tratto – scrive il Presidente di Anci Abruzzo - a causa delle interruzioni provocate dai numerosi cantieri aperti per la sistemazione delle gallerie e della messa in sicurezza dei viadotti, si evidenziano enormi disagi per coloro che transitano sulla dorsale medio-adriatica». 

La sezione abruzzese dell’Associazione dei Comuni Italiani puntualizza che, se nel passato questa situazione, per le restrizioni alla mobilità imposte dalla pandemia non era rilevante, ora, è diventata insostenibile, soprattutto perché nel periodo estivo l’aumento di traffico provoca code interminabili sia per i camionisti che per gli automobilisti.

«La tragedia avvenuta il 28 giugno u.s, che ha causato la morte di due autisti  tra cui un nostro conterraneo, è solo l’apice di una situazione che da mesi coinvolge coloro che transitano sull’autostrada» .

Al Ministro Giovannini Anci Abruzzo chiede di «chiudere i cantieri meno indispensabili edevitare i lavori negli altri cantieri durante il fine settimana»individuando tutte le possibili alternative, anche attraverso la nomina di un Commissario per i lavori che procedono con una lentezza esasperante, atte a risolvere, almeno in parte e nell’immediato, il problema.

           

Il Presidente

Gianguido D’Alberto

                 

”Pescaratutela” propone all’amministrazione comunale di concorrere per “Pescara capitale italiana della cultura 2027”.

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Inoltre, propone di definire nella città 4 poli o distretti turistico-culturali e  commerciali.

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L'associazione Pescaratutela  si pone l’obiettivo di far concorrere il Comune di Pescara al Bando del Ministero dei Beni culturali per  “Pescara capitale italiana della cultura 2027”, ovvero a cento anni dalla nascita istituzionale dell’attuale città, frutto della riunificazione di Pescara e Castellamare dopo la separazione del 1806.

Il progetto della capitale italiana della cultura nasce nel 2014 e si pone, tra gli obiettivi, di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti”.

Il Comune per concorrere all’obiettivo del 2027 deve partecipare al Bando del Ministero dei Beni Culturali del 2024.

Inoltre, l’Associazione culturale “Pescaratutela”  nell’ambito dell’evento “La Piazzaforte di Pescara – 3 secoli di Storia”, ha organizzato un confronto con  la Soprintendenza e l’Amministrazione Comunale su Rampigna e su altre emergenze archeologiche nell’area della vecchia Piazzaforte.

L’Associazione propone all’attenzione della città, per  determinare un salto di qualità nella politica culturale e turistica, ovviamente con risvolti commerciali, l’individuazione di quattro Poli o distretti turistico-culturali e commerciali e precisamente:

  • Il Polo degli eventi nella Pineta D’Avalos (Aurum, Teatro D’Annunzio, Auditorium Flaiano e Auditorium Cerulli);

  • Il Polo del Fiume e del mare da localizzare alla foce del Fiume Pescara avendo come luogo identitario il Museo del Mare;

  • Il Polo della contemporaneità da identificare nell’area compresa tra il Museo Vittoria Colonna, il Museo Imago e il vecchio mercato coperto di Via Cesare Battisti, nuovo luogo degli incontri;

  • Il Polo storico-culturale da identificare con il perimetro della vecchia Piazzaforte, un’area che va oltre il semplice centro storico.

L’identificazione di questi Poli o distretti deve determinare scelte e politiche in sintonia con la valorizzazione del Patrimonio esistente e con la loro esaltazione in chiave turistico-commerciale. 

L’Associazione inoltresottolinea l’importanza dell’area perimetrale della Piazzaforte, divenuta il contenitore di una eccezionale presenza di elementi culturali da valorizzare e cioè:

1 – Il Parco archeologico di Rampigna, evidenziando anche l’opportunità di lavorare al trasferimento della Questura per realizzare un significativo ed identitario Parco nel centro della Città;

2 –La chiesa di S. Maria del Carmine (oggi all’interno della Questura) degli inizi del 1600;

3 – I sotterranei del Bastione S. Vitale. 

4 – Il Circolo Canottieri.

 

Tutte realtà collocate a nord del Fiume, mentre a sud sono stati individuati:

1 – Il Museo delle Genti;

2 – la Biblioteca Vittoria Colonna;

3 – il Mosaico golenale del II/III sec. dc

4 – il Circolo Aternino;

5 – Casa Flaiano (Proprietà privata);

6 – Auditorium De Cecco a Piazza Unione (Proprietà della Regione);

7 – il Genio Militare (spazio da recuperare di Proprietà del Ministero della Difesa, in cui occorre collocare il Museo della Città);

8 – il Museo Cascella;

9 – S. Cetteo (col Guercino) e le basi delle Colonne di Santa Gerusalemme (XI secolo);

10 – il Teatro Michetti;

11 – il MediaMuseum (Privato);

12 – il Museo dell’ottocento che verrà inaugurato a settembre, fiore all’occhiello della Città (Privato)

Alla luce di queste realtà, l’associazione pone il tema della  individuazione di  un modello gestionale per tutta l’area con una attenta politica di valorizzazione per rilanciare l’offerta commerciale di tutto il comparto, determinando un salto di qualità rispetto alla odierna offerta.

 Licio Di Biase