CULTURA

COMITATO “RAMPIGNA”- COMUNICATO

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per Italia Nostra, sezione di Pescara , Massimo Palladini
per Pescaratutela/selfie, Licio Di Biase
per Archeoclub d’Italia, sede di Pescara, Giulio De Collibus.

Per troppi anni la città di Pescara ha ignorato e distrutto sistematicamente tutte le più importanti tracce del proprio passato che pur erano presenti in gran parte del territorio comunale. Recentemente, però, l’opinione pubblica sta dimostrando un sempre più forte e crescente interesse al recupero della propria storia e della documentazione tangibile
del proprio passato, accogliendo con grande entusiasmo le notizie degli importanti ritrovamenti di un tratto della piazzaforte cinquecentesca emersi durante i lavori lungo la linea ferroviaria, e dei reperti emersi grazie alla campagna di sondaggi nell’area del campo Rampigna. In quest’ultima, oltre ad altre tratte delle antiche mura, ricompaiono inumazioni delle varie epoche, frammenti ceramici, indizi di antiche fabbriche e commerci che hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica brani della città nascosta che subito al di sotto del piano di vita quotidiana,conserva le tracce della nostra storia millenaria. Gli studiosi ci avevano indicato in ricerche e pubblicazioni la densità della stratificazione e della complessità di un sito, colonizzato molti secoli prima di Cristo, che nelle varie forme del tempo si è continuamente ricostruito sul suo ruolo di snodo dei traffici e delle relazioni tra i popoli; ora le testimonianze
di questo passato riemergono e meritano di essere riportate alla conoscenza ed all’esperienza dei cittadini. Le sezioni pescaresi di Italia Nostra e dell’Archeoclub, con l’Associazione “Pescara Tutela-selfie” seguono da sempre la evoluzione di queste ricerche ed oggi si costituiscono in comitato, aperto a chi (associazioni o personalità) voglia aderire, per affiancare, stimolare, sostenere con il proprio contributo di mobilitazione e conoscenza le Istituzioni preposte: Comune,Regione, Soprintendenza, Università. Obiettivo primario del comitato (che chiameremo “Comitato Rampigna”) è che l’insieme dei ritrovamenti e delle conoscenze disponibili confluisca in un progetto unitario esteso a tutta l’area a Nord del fiume ed interessata dalle vestigia storiche, dalla fortezza alla città romana ed oltre; una grande area affacciata sul
fiume Pescara, restituita alla città e nella quale possa svilupparsi un grande progetto di ricerca archeologica e multidisciplinare di rilevanza internazionale, da articolare nel tempo e che diventi esso stesso fattore di attrazione per un turismo qualificato e motivo di interesse per i ricercatori, coinvolgendo i giovani delle nostre Università.
L’archeologia può restituirci tanto: oltre alle antiche mura, studieranno gli antropologi sui ritrovamenti umani, gli storici dell’alimentazione e dei mutamenti climatici, i geologi, gli studiosi delle relazioni tra le sponde dell’Adriatico. Questo ambizioso programma trova la sua cornice nel parco sul fiume che proponiamo. In esso la pratica sportiva amatoriale
sarà compatibile; tuttavia sollecitiamo l’Amministrazione comunale ad attivarsi fin da ora, con mezzi propri e coinvolgendo la Regione ed il CONI, per assicurare lo svolgimento dei campionati dilettantistici nelle altre strutture disponibili, perché questo programma non sia (né potrebbe esserlo, essendo sport e cultura intimamente connessi) d’intralcio all’attività sportiva. Sarà necessario reperire le risorse ed a questo servirà anche la convergente
consapevolezza della grande portata di questa occasione per la città; per la quale faremo appello anche ai principali protagonisti del sistema economico locale e nazionale. Su questi argomenti e per meglio conoscere lo stato di avanzamento dei lavori il Comitato “Rampigna” chiederà un incontro con il Sindaco Carlo Masci, di cui, fino ad ora, si
sono apprezzate dichiarazioni e posizioni.

per Italia Nostra, sezione di Pescara , Massimo Palladini

per Pescaratutela/selfie, Licio Di Biase

per Archeoclub d’Italia, sede di Pescara, Giulio De Collibus.

Pescara 24/06/2020

 

In merito ai rinvenimenti delle mura di fronte a Rampigna durante i lavori delle ferrovie mi preme fare alcune precisazioni.

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In merito ai rinvenimenti di mura di fronte a Rampigna durante i lavori delle ferrovie mi preme fare alcune precisazioni.

I ruderi sono i sotterranei del Bastione S. Vitale, uno dei sette Bastioni che articolavano la Piazzaforte di Pescara (e non fortezza o castello). Piazzaforte in quanto le mura circondavano l'abitato preesistente. I lavori, infatti, vennero realizzati nella seconda metà del 1500. Abbiamo testimonianze del 1574 e poi del 1598 che sanciscono i tempi. I lavori, iniziati negli anni '50 del 1500, furono voluti da Filippo II di Spagna, figlio di Carlo V che, dunque, della Piazzaforte non seppe nulla perchè abbondantemente deceduto. Gli spagnoli vollero realizzare questa importante struttura a livello del mare e sulla unica strada di collegamento nord-sud, quale elemento difensivo del confine settentrionale del Regno di Napoli, rappresentato dal Tronto. Nel 1574 è Padre Serafino Razzi che parla di questa grande struttura, ma la prima planimetrie è del 1598 ad opera del Marchese di Celenza, Carlo Gambacorta.
I Bastioni erano, come già detto, sette e ogni Bastione aveva dei sotterranei, per cui i rinvenimenti di questi giorni sono relativi al sotterraneo del Bastione San Vitale su cui le ferrovie nel 1863 poggiarono i binari e, ovviamente, le vecchie mura della Piazzaforte furono contaminate dai lavori delle ferrovie stesse. Il rinvenimento è di eccezionale valore storico-documentario per la città, soprattutto per conservare pezzi di memoria, come la città non è riuscita a fare nel 1973 quando, anche a quel tempo grazie ai lavori delle ferrovie, vennero individuati i sotterranei del Bastione S. Antonio, dietro al Centro Nazareth, ma immediatamente rinchiusi e resi inaccessibili dalle stesse ferrovie. Ma quei sotterranei furono fotografati da Luigi Baldacci e sono testimonianze importanti.
Si allega la planimetria di Gambacorta
 

 

Gli eventi dopo il Coronavirus di Licio Di Biase

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Le attività culturali, turistiche, dello spettacolo e sportive sono sicuramente gli eventi più colpiti dalla vicenda del Coronavirus. Infatti il blocco di tutte le attività nella fase della Pandemia, difficilmente potrà essere rimosso nella fase di ripartenza.

Gli eventi sono di fatto i luoghi dell’assembramento, o meglio, dell’affollamento ed in una fase in cui ci sono notevoli elementi che lasciano presagire possibili preoccupanti ritorni a vicende di ampi contagi, non è auspicabile avviare la normale ripresa degli eventi con grande partecipazione di pubblico.

A risentire sono soprattutto i comparti dello sport e del turismo, ma anche l’ampio e articolato mondo della cultura e dello spettacolo.

Per una città turistica come Pescara che ha sempre investito su eventi estivi di grande prestigio, è un grave danno non poter fare affidamento su eventi di richiamo.

Infatti, è improponibile garantire il distanziamento sociale del pubblico negli spettacoli teatrali, musicali e di altra natura.

Verrebbe l’idea di suggerire conferenze, convegni, spettacoli teatrali e musicali in streaming, ma è ovvio che la mancanza di pubblico renderebbe l’evento privo di fascino, ma rimane comunque un’opzione.

Sarebbe opportuno, però, che in questa fase le istituzioni locali, la politica unitamente al mondo culturale orientassero le loro energie all’ottimizzazione delle strutture culturali, attraverso operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre che perfezionarne il funzionamento.

Nella città di Pescara sono tanti i luoghi che necessitano di attenzioni:

1 – Aurum e Circolo Aternino: sono gestiti direttamente dal Comune e necessitano da tempo di interventi di straordinaria manutenzione, che vanno dalla sistemazione di pezzi di parquet alla sostituzione di lembi di moquette, dall’eliminazione di infiltrazione al perfezionamento di impianti audio-video fino ad altre emergenze;

2 -   Vittoria Colonna: struttura gestita con affanno direttamente dall’Amministrazione comunale, che non è nella condizione di garantirne la  piena funzionalità; occorre accelerare il processo di esternalizzazione avviato da quattro anni.

3 – Teatro Michetti: di proprietà del Comune, giace da quasi dieci anni in uno stato comatoso, in quanto i lavori di recupero della struttura sono più o meno fermi per problemi burocratici. E la città attende con impazienza questo gioiello del 1910. 

4 – Città della Musica: di proprietà del Comune, attende da dieci anni il completamento dei lavori di recupero. Anche questo spazio è atteso con impazienza dal mondo musicale locale.

5 – Museo del Mare: di proprietà del Comune, ma concesso in gestione alla Fondazione Genti d’Abruzzo. Necessita di lavori di recupero in quanto un solaio è crollato prima dell’inaugurazione, eppure il Museo ha una collezione di conchiglie di incredibile valore culturale ed unica nel suo genere.

6 – Auditorium Cerulli: di proprietà del Comune, ma consegnata ad una associazione culturale risultata aggiudicataria del Bando delle Periferie. Sono tre anni che la struttura è chiusa in quanto la procedura di definizione dell’assegnazione è immersa nelle lungaggini burocratiche. Questa chiusura sta provocando notevoli disagi alla popolazione, alle associazioni e al mondo scolastico del quartiere Porta-Nuova/Pineta, privati di uno spazio che necessita di lavori di adeguamento alle normative della sicurezza e per renderla pienamente funzionante.  

7 – Sala De Cecco: di proprietà della Regione. E’ la più interessante sala Conferenze di Pescara, situata a Piazza Unione nel cuore del Centro Storico. Occorre sollecitare la Regione per accelerare i lavori di adeguamento alla normativa sulla sicurezza.

 In questa fase di difficoltà per gli eventi, sarebbe il caso di spendere le energie per avere questi spazi, dopo la fine della Pandemia, pienamente disponibili per la città. E questo sarebbe veramente tanto.

Un’ultima considerazione. Le uniche iniziative culturali per possono garantire il distanziamento sociale sono le mostre di pittura, di fotografie, di sculture, ecc…, in quanto, al di là della possibile inaugurazione che potrebbe determinare un afflusso di gente, ma controllabile, anche le visite risulterebbero facilmente gestibili.

E’ impensabile prima dell’autunno-inverno ipotizzare ritorni ad eventi con grande partecipazione di pubblico.

 

Il Presidente

Licio Di Biase