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Dichiarazione stampa del sindaco di Pescara Carlo Masci sulla velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma e sul raddoppio della Pescara-Bari

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Non può che trovarmi d’accordo nei contenuti l’annuncio che la velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara-Roma e il raddoppio della Pescara-Bari siano stati inseriti tra gli interventi commissariati dal Governo e quindi tra le 36 priorità indicate nel piano “Italia Veloce”. Per questo nel corso dell’ultimo anno abbiamo portato avanti insieme alla Regione una decisa azione di sollecitazione sia a livello politico che istituzionale, al fine di vedere finalmente accolte le istanze provenienti dalle comunità abruzzesi e dal mondo economico; si tratta infatti di opere lungamente attese e di fondamentale importanza per la dorsale appenninica e per la direttrice adriatica, necessarie a ricavare per Pescara quel ruolo strategico che abbiamo immaginato e che vogliamo. Conscio di questo, come sindaco di Pescara vigilerò affinchè alle parole, troppe ne sono già state spese negli ultimi anni, seguano i fatti. Tutti ci auguriamo che il Governo
nazionale sappia andare oltre i proclami eclatanti o la stesura di elenchi dei sogni, superando le divergenze al suo interno cui quotidianamente assistiamo; tutti auspichiamo che il “modello Genova”, evocato e preso ad esempio per efficienza e concretezza, divenga in questa circostanza la “via
maestra”; tutti speriamo che la progettualità e le risorse da mettere in campo per la definizione esecutiva di queste infrastrutture non finiscano in una bolla di sapone. Oggi è necessaria una svolta vera, che vada oltre gli annunci di cui parlavo, perché questo obiettivo venga colto e divenga
una realtà. Su queste basi sono pronto a confrontarmi su tempi e procedure nell’interesse esclusivo della mia città e del suo comprensorio>.
Il sindaco di Pescara
Carlo Masci

 

Da un’idea dell’attore e regista Milo Vallone nasce la Federazione ECUA (Enti Culturali Autonomi)

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Sprovvisti di un albo, un’ordine e un qualsiasi strumento di rappresentanza,

gli operatori culturali abruzzesi, si riuniscono in un cartello

al fine di presentare agli Enti territoriali, proposte di sostegno alle proprie strutture

che operano in un settore tra i più colpiti dall’emergenza legata al Coronavirus 


Così Milo Vallone spiega la nascita e illustra gli obiettivi di  questa spontanea federazione:

“La stesura delle lettera aperta dello scorso 20 Aprile, indirizzata al Ministro Franceschini in difesa degli artisti, categoria duramente colpita da questa emergenza sanitaria, è stata una profonda e irripetibile occasione per intercettare diverse sollecitazioni da parte di tanti operatori culturali ed evidenziando le medesime difficoltà legate al duro lockdown per l’emergenza COVID19.

Ho pensato così di dar vita ad uno strumento che ha già raccolto, nelle sue prime ore di vita, l’adesione di oltre cinquanta artisti e rappresentanti di centri di produzione culturale abruzzese in una Federazione spontanea chiamata “ECUA” (Enti CUlturali Autonomi), in difesa di tutti quegli enti culturali che non godendo di specifiche voci dei Bilanci Comunali e di sovvenzioni Regionali e/o Ministeriali ed agendo in totale autonomia (ossia sovvenzionandosi solo con i propri progetti), vivono un momento di così estrema difficoltà che nella stragrande maggioranza dei casi, risulta a rischio la sopravvivenza di quelle strutture stesse.

Visto pertanto il perdurare della pressoché totale immobilità del settore cultura, ECUA sta concependo un documento di richiesta di sostegno per la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara che sarà presentato ai relativi Enti già all’inizio della prossima settimana.

Con la speranza che altri operatori del territorio vogliano unirsi in questa spontanea e al momento temporanea Federazione, chiediamo loro di far richiesta di iscrizione ai gruppi Facebook “ECUA – Abruzzo” per gli operatri abruzzesi ed “ECUA – Pescara” per quelli attivi nel capoluogo adriatico.

So già che altri colleghi si stanno adoperando per far nascere ulteriori divisioni di ECUA nelle varie comunità di riferimento.

Unici requisiti per far parte di ECUA sono: avere finalità volte alla produzione culturale (codice ateco) sia in senso artistico che tecnico/rganizzativo, che la nascita della propria attività sia antecedente al 1 gennaio 2018, che si abbia partita iva, e che la sede sia nel territorio di riferimento.
Le uniche realtà non comprese in questo strumento federativo sono: i singoli artisti, per i quali ci sono proposte di sostegno rivolte al Governo e al relativo Minstero e, essendo una federazione di produttori autonomi, non sono altresì comprese tutte le realtà già riconosciute e finanziate dai Bilanci Comunali, dalla Regione e dal FUS- Fondo Unico per lo Spettacolo” del Ministero dei Beni Culturali.”

Milo Vallone