Idee per il “Comitato per la rilettura del Progetto di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

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“...Mentre i regni e le repubbliche sono opera umana, sembra che il Comune esca dalle mani di Dio...”.

(Alexis de Tocqueville)

 

FUSIONE: UNA RISPOSTA IMPROPRIA  AD UN  PROBLEMA SERIO

Alla luce del referendum consultivo finalizzato alla realizzazione di una città di quasi 200.000 abitanti, attraverso la fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, va sottolineato che  siamo di fronte ad una scelta molto discutibile, che merita dibattiti, approfondimenti e dati certi, anche se ovviamente il Referendum non può essere dimenticato, pur essendo passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (a cui furono interessati due dei tre Comuni coinvolti), regionali ed europee e pur svolto in una condizione di marginalità  di interesse.

 (CONTINUA)

L'Istituto di Cultura Spataro avvia i Corsi di Formazione Politica.L'On. Giuseppe Quieti nominato Presidente dell'Istituto Spataro.

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Ieri, lunedì 6 novembre al Mediamuseum, si è tenuta la Prima lezione del Corso di Formazione Politica "Laboratorio di Pubblica Amministrazione". Sono 38 gli iscritti che partecipano a questo corso e 6 coloro che seguiranno tramite canale yuotube. Un successo incredibile. Lunedì prossimo inizierà il Corso "Conoscere la Politica" con 30 iscritti più due che seguiranno sul portale. Il grande successo è rappresentato dalla giovane età della stragrande maggioranza degli iscritti. Giovani ventenni e trentenni, alcuni già impegnati nelle istituzioni, ma tutti con il desiderio di conoscere, approfondire, capire i temi e gli aspetti più interessanti della Politica. Un successo per il Coordinamento Democratici Cristiani per l'Abruzzo e per l'Istituto di Cultura Politica "Giuseppe Spataro" di cui, in questi giorni, è stato nominato Presidente l'On. Giuseppe Quieti. Direttore è stato confermato Licio Di Biase. (CONTINUA)

 

A propositodell'annessione di Spoltore e Montesilvano a Pescara.

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Sulla vicenda della Grande o Nuova Pescara ho scritto questa nota sulla pagina di Facebook del Presidente Luciano D'Alfonso:

"Caro Luciano, non condivido per il semplice fatto che quel referendum (consultivo, ma vedo che questo non è un dato significativo) ha avuto un risultato drogato. Per risparmiare risorse lo abbiamo abbinato alle Regionali, commettendo un errore, un grosso errore. Perchè c'è stato un voto senza dibattito, senza confronto...tu, impegnato come candidato al...la Presidenza della Regione, non hai posto attenzione a questa vicenda, così come io, che ero candidato consigliere, così come centinaia di candidati, tutti impegnati in altre cose...io, per esempio, non ho proprio indicato il voto, anche perchè non avevo avuto il tempo di entrare nel merito di questa "disastroso proposta" per il nostro territorio. Quando si fanno scelte così importanti per il territorio, così sconvolgenti per le realtà territoriali, con risvolti socio-economici, con riflessi antropologici, identitari non si può essere così leggeri. Perchè, poi, accadono cose che dopo 47 anni ci trasciniamo faticosamente dietro come il capoluogo di Regione. Capisco il tuo ruolo istituzionale e stai dando risposta con una Legge Regionale ad un Referendum Consultivo, più o meno come accade, in modo opposto, in Spagna con la Catalogna, ma non puoi far scomparire identità consolidate nei secoli e questo nel momento in cui il Parlamento approva finanziamenti per salvaguardare le identità dei nostri piccoli comuni, forza del nostro Paese. Questa parte dell'Abruzzo doveva avere, da decenni, una risposta di armonizzazione e di razionalizzazione del territorio e dei servizi e a questo proposito c'era l'iniziativa (avviata nella fase finale della Prima Repubblica) dell'Area Metropolitana Chieti-Pescara, ma nella seconda Repubblica le forze politiche non si sono mai poste quest problema. E oggi diamo una risposta sbagliata ad un'esigenza reale. Ti invito a riflettere. Hai le qualità per trovare quelle giuste ed equilibrate soluzioni utili, indispensabili ad un territorio dinamico, operativo, in movimento, ma senza calpestare le identità, le storie stratificate e consolidate da secoli di vicende particolari. Il campanilismo non è un fatto negativo, ma positivo".